--- COMUNE DI SONA ---

Che ospiti a Palla lunga e pedalare a teatro: Mandorlini, Pasinato, Verza e Porcellato

 
Il 26 ottobre alle ore 21, nell’ambito della rassegna culturale “Tappeto Rosso” organizzata dall’Assessorato alla Cultura di Sona, presso il Teatro del capoluogo inizia la serie di incontri “Palla lunga e pedalare … a teatro” condotta dal giornalista Raffaele Tomelleri con Serena Mizzon. Gli ospiti della serata saranno Andrea Mandorlini allenatore, Giancarlo Pasinato ex giocatore dell’Inter, Vinicio Verza ex di Verona, Juve e Milan, Francesca Porcellato pluricampionessa olimpica e mondiale. Ingresso libero.
“È la comune idea di sport, di vita, di amicizia – ricorda l’Assessore alla Cultura Gianmichele Bianco – che vogliamo raccontare in queste serate condotte dall’amico Lele Tomelleri. Assieme abbiamo confezionato quattro incontri, dove Raffaele saprà con le sue domande far emergere le storie di campioni di sport, per far capire la bellezza della vita. I valori, quando sono raccontati da chi li ha vissuti onestamente e con passione, ti entrano dentro e lì rimangono fino a quando sapranno emergere per guidarci nella stupenda avventura che ogni giorno viviamo”.
Storie di sport e di vita, come sempre nella tradizione del programma di Tele Arena "Palla lunga e pedalare", che approda ora a Sona quinta tappa di un lungo tour per la provincia di Verona. Storie di calcio, sussurrate attorno a un tavolo, dove prima del personaggio Raffaele Tomelleri cercherà come sempre l'uomo.
Prima di Andrea Mandorlini allenatore, sarà bello ascoltarne le emozioni, i sentimenti, dopo un'esperienza straordinaria come quella vissuta al Verona. Mandorlini ritroverà al suo fianco un compagno di squadra dei tempi dell'Inter, Giancarlo Pasinato. E un avversario di tante battaglie, come Vinicio Verza, un poeta del calcio, protagonista anche al Verona, dopo aver vestito le maglie di Juve e Milan.
Storie di sport e di vita, come quella di Francesca Porcellato, pluricampionessa olimpica e mondiale, in sella alla sua carrozzella che è diventata negli anni il suo trampolino di lancio. Era una bimba quando venne investita da un camion e tutti pensavano che avesse finito di correre. In realtà aveva solo cominciato. Le sue medaglie olimpiche, i suoi trionfi, ma prima ancora il suo sorriso contagioso, ci ricorderanno ancora che lo sport è una straordinaria, irripetibile palestra di vita. E una fabbrica infinita di emozioni.
“Non si tratta solo di organizzare e costruire opere pubbliche visibili ma anche di costruire opere meno visibili e altrettanto importanti, utili e robuste, come quelle che rimangono dentro di noi, nella nostra anima – dichiara Gianmichele Bianco –. Un Comune attento ai cittadini deve creare i presupposti per raccontare questi valori perché tutti noi dobbiamo crescere assieme, per migliorare il mondo dove viviamo ogni giorno. Questa è la mia visione dell’amministrare, altrimenti tutto sarebbe privo di valore”.