--- COMUNE DI SONA ---

Villa Giusti del Giardino (privata) detta La Guastalla Nuova - via Guastalla Nuova, 1 - 37060 - Sona

 

Villa Guastalla Nuova, edificata nella prima metà del XV secolo, fu abitata dalla famiglia Spolverini, stirpe che aveva notevoli interessi; successivamente divenne proprietà della famiglia Muselli ed infine della famiglia Giusti del Giardino. Oggi la villa è proprietà della famigia Dal Santo. 

Un tempo la villa era il fulcro di varie attività con i suoi magazzini e i laboratori, con un  fondo di 150 campi coltivati a grano, miglio, uva e con gli indispensabili gelsi e gli spazi per la coltura del baco e la produzione della seta. 

Nelle giornate del Risorgimento la villa ospitò il Re Vittorio Emanuele II.

Fu restaurata dai proprietari, dopo i periodi bellici, specialmente dopo le occupazioni militari della seconda guerra mondiale, e conserva tutto il fascino razionale; l’ampia loggia che sovrasta la duplice nobile scala d’accesso è affascinante e leggiadra allo stesso tempo. Si presenta strana, con una tozza e squadrata apertura centrale che si allarga ai lati, con tre archetti ben proporzionati. Nella parte superiore mostra un elegante timpano, con uno stemma importante e volutamente in evidenza per ostentare il valore del casato.

La corte resta, ovviamente, chiusa per conservare la privacy dei signori e dei loro ospiti, secondo antichi usi già degli antichi romani, circondandosi, su tutti i lati, da edifici di servizio, rustici, stalle, case contadine, in gran parte coperte dal gradevole verde dei rampicanti e dai massicci torrioni, che potrebbero essere stati utilizzati sia da osservatori militari che come colombare.

L’edificio centrale, all’estremità occidentale, confina con un giardino pensile mentre ad oriente comprende la cappellina barocca, dedicata a Santa Maria, che conserva le lapidi tombali della famiglia Spolverini - Dal Verme.

L’interno della villa conserva pavimenti in cotto e travi a giorno nei soffitti, eccetto che in quelli centrali che hanno copertura a volta.

Come si usava un tempo, quando le moderne tecniche di conservazione non erano disponibili, la villa è munita di una giassàra, sommersa da una collinetta di terra alberata e guardata a vista da un capitello circolare, con sei colonne che reggono un tetto cuspidato, eretto in onore di Sant’Antonio abate, il protettore di bestie e cristiani di campagna.
Non troppo lontano, in un crocevia strategico, è un altro capitello, ben più modesto, ma certo non meno significativo. E’ dedicato a San Vincenzo de’ Paoli, che in Francia è il protettore dei vignaioli e che fu chiamato, forse nei momenti terribili della devastante peronospora, ad allargare anche verso di noi i suoi buoni auspici.


Villa Guastalla Nuova, of the fifteenth century (mid '400 ), is structured in the manner late Renaissance. It was inhabited by the family Spolverini, a race that had many interests; subsequently became the property of the family Muselli and finally the family of Giusti del Giardino. Today the villa is owned by the family Dal Santo.  

At one time the house was the hub of various activities with its warehouses and laboratories with a fund of 150 fields of wheat, millet, grapes and mulberries and with the necessary spaces for the cultivation of the silkworm and silk production. 

In the days of the Risorgimento villa accomodated the then italian King Vittorio Emanuele II.

It was restored by the owners, after periods of war, especially after the military occupation of World War II, and retains all the charm rational; the large loggia overlooking the noble double staircase access is charming and graceful at the same time. It looks strange, with a squat, square central opening that extends to the sides, with three well-proportioned arches.

The upper part shows an elegant pediment with a coat of arms important and deliberately out to show off the value of the house.

The central building extends to the side wings restrained taste and opens onto a large courtyard with garden.

The court is, of course, closed to preserve the privacy of the lords and their guests, according to the ancient customs of the ancient Romans already, surrounding on all sides, service buildings, cottages, barns, farm houses, largely covered by pleasant green of the vines and massive towers, which may have been used by both military observers as dovecotes.

The central building at the western end, bordered with a roof garden while to the east includes the baroque chapel, dedicated to St. Mary, which houses the tombstones of the family Spolverini - Dal Verme.
The interior of the house retains terracotta floors and beamed ceilings in the day, except in those plants that have vaulted roof. 

As they used to, when the modern conservation techniques were not available, the villa is equipped with a giassara (icebox), buried under a mound of earth planted with trees and guarded by a circular capital, with six columns supporting a roof cuspidate, erect in honor of St. Anthony the Abbot, patron of animals and Christians in the country.

Not too far away, in a strategic crossroads, is another capital, much more modest, but certainly no less significant. It’s dedicated to St. Vincent de Pauls, protector, in France, of the tenants, and that, therefore, he was called perhaps in the terrible moments of the devastating late blight, to extend even to us his good wishes.