Descrizione
Nuove criticità emergono dal sito dismesso della Sun Oil Italiana Srl, in conseguenza della pervicace azione dell’Amministrazione di Sona finalizzata a tutelare il territorio e ad ottenere l’assunzione di responsabilità da parte della proprietà dell’impianto.
L’Amministrazione di Sona ha finanziato la realizzazione di un nuovo piezometro — i piezometri sono pozzi con la finalità di realizzare prelievi nelle falde al fine di controllare la presenza di eventuali sostanze inquinanti — che ha consentito di accertare l’inquinamento da Tetracloroetilene nella falda posta a valle dell’azienda sita a Lugagnano e, di conseguenza, ha ottenuto l’intervento della Provincia di Verona che ha recentemente avviato il procedimento previsto per legge in caso di accertato superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) nelle acque sotterranee a valle del sito. Non solo, durante un sopralluogo della scorsa settimana, eseguito da parte dei tecnici comunali, è stato rilevato lo sversamento di una sostanza oleose su un’area di circa 162 mq., in adiacenza ad una delle cisterna, con evidenti segni di tracimazione della stessa e di manomissione da parte di ignoti.
Quella di Sun Oil è una storia con molte incognite, a partire dalla proprietà del sito tutt’ora sconosciuta —persino la PEC collegata alla società in liquidazione risulta non funzionante —, ulteriormente complicata dalla scomparsa del liquidatore ed ex proprietario della ditta.
Ripercorrendo le ultime tappe, in data 28 febbraio 2025 il Comune di Sona ha comunicato agli enti competenti di avere realizzato, nel mese di dicembre 2024, un nuovo piezometro esterno all’impianto della ditta Sun Oil Italiana Srl, con l’obiettivo di poter accertare se l’inquinamento di tetracloroetilene individuato negli altri piezometri posti a valle dello stabilimento, fosse riconducibile in maniera inequivocabile alla società in liquidazione. Sempre su richiesta del Comune di Sona, il 22 maggio ARPAV ha effettuato il monitoraggio delle acque sotterranee nei 5 piezometri presenti attorno alla Sun Oil. L’analisi dei risultati ha, purtroppo, accertato che anche il nuovo piezometro presentava un’elevata concentrazione di Tetracloroetilene tale da superare la Concentrazione Soglia di Contaminazione, ovvero quel limite di legge che indica che un sito è potenzialmente contaminato e può richiedere un intervento di bonifica. Grazie a queste informazioni, la Provincia di Verona ha comunicato al Comune di Sona, in data 18 agosto 2025, l’avvio del procedimento ex art. 244, comma 2, D. Lgs.152/2006 per accertato superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione nelle acque sotterranee a valle idrogeologico del sito Sun Oil Italiana srl, identificando il sito come potenzialmente contaminato e bisognoso di un intervento di rimozione dei rifiuti presenti da parte della proprietà, nonché di un'analisi di rischio e di eventuale bonifica dell'area.
Se allo stato attuale la procedura è chiara, la concretizzazione della stessa lo è purtroppo molto meno poiché dal dicembre 2024, dopo la morte di Gianni Camillo Savoia, liquidatore ed ex proprietario della ditta Sun Oil, la proprietà non ha più nominato un nuovo liquidatore, né un referente sul territorio che garantisca un controllo dell’impianto dismesso, nonostante le numerose richieste effettuate dal Comune di Sona.
A rendere ancora più preoccupante la situazione, lo sversamento di sostanze oleose di colore scuro accertato ad agosto da parte dei tecnici comunali e il fatto che, da quanto rilevato, ignoti abbiano cercato di intervenire, peggiorando ulteriormente le condizioni.
«Siamo molto preoccupati dalla situazione in cui versa il sito della Sun Oil Italiana e la stiamo attenzionando con il massimo impegno e anche con notevole impegno finanziario pubblico – dichiarano il Sindaco Gianfranco Dalla Valentina e l’Assessore all’Ecologia Paolo Bellotti –. Oggi il sito, che vale la pena ricordare essere di proprietà di una società svizzera di cui non si conosce l’identità dei proprietari, non ha nessuno che mantenga un controllo costante della situazione. Nessuno lo sta presidiando e i bacini di contenimento dei serbatoi sono colmi di acqua piovana contaminata da sversamenti. Ci auguriamo che l’avvio del nuovo procedimento da parte della Provincia, a seguito del nostro intervento che ha portato alla scoperta dell’inquinamento delle falde, ci consenta di avviare nuove azioni per garantire un maggior controllo e prevenire possibili danni ambientali ben più gravi di quanto già accaduto. Una nostra prossima azione sarà quella di disporre un sistema di videosorveglianza esterno per controllare eventuali ingressi nel sito riconducibili poi a manomissioni delle cisterne. Sun Oil non è, e non deve essere, un problema del solo Comune di Sona, ma anche della Provincia, della Regione e del Ministero dell'Ambiente. Auspichiamo una maggior collaborazione da parte di tutti gli enti superiori per porre rimedio ad una situazione non tollerabile per il nostro territorio e per l’intera Regione. Ricordiamo che eventuali contaminazioni della falda andrebbero ben oltre la Provincia di Verona».
In conclusione, si precisa che l’acqua dell’acquedotto comunale è sicura e potabile. Non esiste alcuna contaminazione della falda dalla quale prelevano gli acquedotti comunali, poiché la falda dalla quale attingiamo si trova molto più in profondità e a monte rispetto al sito Sun Oil.
Inoltre, la stessa è soggetta a frequenti controlli periodici (link analisi svolte da Acque Veronesi: https://acqueveronesi.it/cosa-facciamo/sicurezza-acqua/qualita-acqua).